Chi ha inventato le lenti a contatto?

Una rana scienziato che tiene una lente a contatto sopra il suo indice

La prima teoria sulle lenti a contatto risale a Leonardo da Vinci.

L’avreste mai detto?

Il famoso pittore, grazie ai suoi studi sull’anatomia umana, notò che immergendo l’occhio in una vasca d’acqua si produceva una differenza tra ciò che si vedeva all’interno della vasca e ciò che invece era percepito nella superficie esterna della cornea.

Parliamo di un cambiamento ottico che fu poi sviluppato nei secoli e che portò alla creazione delle lenti a contatto che conosciamo oggi.

Ma chi ha inventato le prime lenti a contatto? Di che materiale erano fatte?

Scopriamolo insieme!

Storia delle lenti a contatto: la teoria

Le conclusioni di da Vinci mostravano come la presenza della vasca d’acqua a contatto con l’occhio facesse in modo che quest’ultimo vedesse diversamente.

La sua teoria di “lente corneale” fu quindi ripresa dal filosofo Cartesio che teorizzò la presenza di un tubo riempito d’acqua che, a contatto con la cornea, consentiva di eliminare le anomalie visive.

Nonostante il principio fosse corretto, il dispositivo sarebbe stato troppo ingombrante e scomodo per poter essere usato. All’epoca non eravamo ancora dotati degli strumenti e soprattutto dei materiali che consentissero di realizzare la lente.

C’era la teoria ma mancava la pratica!

Chi ha inventato le lenti a contatto: applicazione pratica

Solamente nell’800, trecento anni dopo Leonardo da Vinci, tre studiosi inventarono il primo prototipo di lenti a contatto: furono Adolf Aston Eugen Fick, Eugene Falk e August Muller.

Dei tre, Fick sperimentò per primo le lenti sugli animali e poi su sé stesso. Erano lenti vetrose e molto pesanti e a differenza di quelle attuali si applicavano su tutta la sclera anziché sulla cornea.

Erano troppo ingombranti per cui si potevano usare solo per qualche ora. Il problema stava nel materiale utilizzato, così nel ‘900 un optometrista americano, William Feinbloom, inventò le prime lenti in materiale plastico. La loro leggerezza consentiva di portarle agevolmente e questo ne favorì la diffusione.

Ma c’era ancora qualche aspetto da sistemare. Le lenti in plastica non erano solamente rigide, quindi fastidiose da indossare, ma non consentivano la circolazione dell’ossigeno, fondamentale per evitare la secchezza oculare.

Nella seconda metà del ‘900 si arrivò così alla produzione delle prime lenti a contatto morbide, realizzate con un tipo di silicone e capaci di assorbire l’acqua. Queste sono le lenti più vicine a quelle che usiamo oggi!

Le lenti a contatto oggi

Oggi le lenti a contatto sono in commercio con le tipologie più svariate. Quelle divise in base al materiale comprendono, oltre le morbide già citate, le lenti a contatto rigide.

Le lenti rigide sono realizzate in polimeri vetrosi e rispetto alle precedenti sono più difficili da indossare, ma garantiscono una maggiore precisione nella correzione del difetto visivo. Di solito sono consigliate a chi è allergico/a ad altri materiali.

Oltre a quelle citate sopra ci sono anche lenti a contatto divise in base alla durata tra cui:

  • lenti a contatto giornaliere, sono usa e getta e possono essere indossate per tutta la giornata per poi essere gettate una volta terminato l’utilizzo;
  • lenti a contatto quindicinali o mensili, a differenza delle precedenti possono essere conservate e riutilizzate dopo un’accurata disinfezione e pulizia.

Per concludere, le lenti a contatto oggi sono una comoda soluzione alternativa agli occhiali da vista. E se state valutando di provarle per la prima volta, abbiamo scritto un articolo su come mettere le lenti a contatto per aiutarvi nell’impresa!